Per il ciclo d’incontri Dialoghi d’arte, questa sera alle 19 negli spazi della Pinacoteca di Novoli (via Lecce nell’ex Asilo Tarantini), il talk con l'artista marchigiano Silvio Craia moderato dal critico e giornalista Carmelo Cipriani.
martedì 8 dicembre 2015
mercoledì 25 novembre 2015
Contro la violenza sulle donne
Oggi è la giornata internazionale contro la violenza sulle donne
atto ignobile che deve essere combattuto ogni giorno.
Caravaggio,Santa Caterina d'Alessandria, olio su tela, 1597, Madrid, Museo Thyssen-Bornemisza
#25novembre #violenzasulledonne
domenica 22 novembre 2015
Anche questa volta è andata!
Anche questa volta è andata! Così da blogspot a CoolClub e dal gruppo alla nuova pagina facebook, questa lunga e folle corsa va avanti in velocità, ma senza dimenticare i sentimenti, le storie, i dettagli e le suggestioni, a volte chiare e a volte nascoste, di quel fatto artistico che giornalmente e con forza comunica e racconta al distratto animo umano.
martedì 21 aprile 2015
OVER THE POP- MASSIMO PASCA A ROMA
La pittura di Massimo Pasca, che vive anche nel rinnovamento colto del segno di Keith Haring, si esprime attraverso una singolare rappresentazione iconica fortemente Pop e impegnata. Over the Pop raccoglie una ragionata ed aggiornata selezione delle opere pittoriche e illustrative riunite nello spazio della giovane e intraprendente galleria di Pigneto.
Nel 2012 per le edizioni EST viene pubblicato il libro “Keith Haring a Pisa”, Cronaca di un murales (introduzione di Omar Calabrese e intervista di Carlo Venturini) nel quale, dopo una lunga intervista dedicata a Massimo Pasca, il pittore salentino è considerato uno dei prosecutori stilistici del segno dell’artista americano.
Le sperimentazioni di Pasca, vissute in maniera totale dalla musica alla pittura,con l’esperienza decennale dei Working Vibes, le numerose collaborazioni con i Negrità, (per i quali illustra l’album Helldorado) e fino alle centinaia di live painting in tutta Italia,(dal Macro di Roma al Festival della Creatività di Firenze, passando per i maggiori club italiani), lo caratterizzano come uno dei protagonista più attivi della scena live nazionale. Proprio in occasione Over the Pop Massimo Pasca, come un maestro di cerimonie, si esibirà in uno “Spoken word”, una performance ritmica che coniuga il dub, la parola e la poesia.
...
Massimo Pasca (Nardò- Lecce,1974) è pittore, illustratore, live painter tra i più attivi in Italia. Negli anni si è dotato di uno stile in bilico tra pop art e fumetto, dal forte sapore surrealista che lo ha portato ad esporre in Italia e all’estero realizzando numerose performance di pittura dal vivo durante i concerti di gruppi come, Negrita, Marta sui Tubi, Le luci della centrale elettrica, Joy Cut, Esquelito, Andrea Mi, Finaz (Bandabardò).
Tra i luoghi nei quali ha performato ci sono Il Macro di Roma, Mandela forum di Firenze ,Piper Club, Il Circolo degli artisti, il MAT, Link di Bologna, il Museo dell’Alto Tavoliere di San Severo. Ha collaborato con i Negrita, realizzando le illustrazioni del cd ”Helldorado” ed illustra per riviste come Il Mucchio, Collettivo Mensa, Todo Magazine, Lungarno, e l’etichetta discografica Alfa Romero e la marca d’abbigliamento Merry Autumn.
Nel maggio 2011 la marca di borse di dischi Proel gli commissiona la decorazione di dieci borse per i migliori Dj’s europei di musica da club. Tra le ultime esposizioni di rilievo nel 2011 espone a Otranto nella mostra di Salvator Dali’dove in una area del Castello Aragonese espone più di venti lavori di grandi dimensioni. Nel mese di Ottobre 2012 esce il libro “ Keith Haring a Pisa” Cronaca di un murales, per le edizioni ETS, nel libro ci sono quattro pagine di intervista a Massimo Pasca considerato uno degli eredi del segno del pittore americano.
venerdì 6 febbraio 2015
Tutto questo ho trovato nascendo
“Tutto questo ho trovato nascendo – Omaggio alle visioni di Pierpaolo Pasolini” è un’ esperienza corale e figurativamente sensibile nella quale gli illustratori si incontrano, si confrontano e propongono con le loro opere un inedito e personale “sentire”. In queste due giornate, organizzate da Massimo Pasca e Mauro Marino in ricordo del quarantesimo anno della violenta scomparsa del poeta, Giuseppe Apollonio, Gianluca Costantini, Mauro Curlante, Adriano Imperiale, Valeria Puzzovio e Chiara Spinelli presentano delle vivide suggestioni tratte da sei differenti componimenti dell’intellettuale bolognese.
La poesia diviene immagine e si dissolve per rigenerasi in parola; nel caso della significativa produzione cinematografica vissuta ed indagata da Pasolini, che nei suoi film rievoca teatralmente determinati brani della tradizione pittorica italiana, il regista racconta con spiccato senso sociale ed impegno anticonvenzionale, ai suoi contemporanei e alla generazioni che verranno, il significato più genuino della quotidiana sacralità del vero comprensibile a tutti. Nello spirito dell’ampia poetica pasoliniana, generata dall’idea dell’arte totale che intreccia i processi comunicativi e creativi delle differenti pratiche artistiche, le opere esposte rappresentano una singolare ricerca, dove la forza emozionale si traduce in un segno stilisticamente sobrio e carico di un elevato senso espressivo.
Le esili architetture immaginarie di Giuseppe Apollonio raccontano numerose storie. In esse si coglie l’essenza di mondi lontani, mondi contadini di un’epoca passata e presente; oggetti, cose,macchine,capitelli, telamoni e colonne s’affannano per trovare un ordine. Su questo sfondo precario, pervaso anche da ricordi, campeggia decentrata l’insolita figura della madre di Pasolini che,nei primi anni romani del figlio, fece di tutto per sostenerlo. Una madre prigioniera della società che, raccolta tra i suoi pensieri, vive e riflette sull’amore materno.
Gianluca Costantini presenta un piccolo trittico dedicato alla figura di Pierpaolo. Un personaggio che ha avuto uno sguardo globale differente ed ha saputo osservare un’altra realtà. L’illustratore, che opera attraverso l’essenziale riduzione del gesto grafico, disegna in uno spazio neutro solo alcune porzioni di immagini o parole che, come nel caso degli occhiali,hanno un valore fondamentale nella narrazione. Un processo creativo decisamente surreale dove pochi indizi raccontano pienamente una tragica storia. Il lavoro di Mauro Curlante, che rappresenta l’incedere umano, descrive una lotta concitata alla ricerca della speranza. Una sorta di bozzetto dal tratto primitivo e vigoroso nel quale si legge il disperato moto dell’animo umano. Un crudo bianco e nero dai toni sbiaditi dove chi sopravvive cerca di raggiungere il punto più alto, mentre chi perisce è corpo morto, cumulo drammatico di povere vite umane.
Quello di Adriano Imperiale è un notturno urbano indefinito. Un luogo mentale/cimiteriale dove il silenzio è elemento percepibile e i contrasti cromatici sono pesantemente definiti da rigide architetture dalle forme arcaiche. Lontani rimandi compositivi del realismo magico all’italiana sono presenti nel paesaggio di Imperiale nel quale, anche l’eco di voci, racconti e preghiere lascia il posto ad una luna piena che lumeggia la placida scena.
Le figure di Valeria Puzzovio sono come dei solidi geometrici che riempiono lo spazio e si presentano uniti nella diversità emozionale. Le piccole presenze dalle sembianze androgine e dai visi di cera, che nascondono la paura, si tingono di delicate tonalità cromatiche. In questo caso il tema del doppio, diviene malinconica rappresentazione che afferma l’indissolubile esistenza dell’amore incondizionato e scevro ogni pregiudizio.
Chiara Spinelli concepisce un’illustrazione di gusto simpatico e dal segno sintetico. Nei pochi tratti essenziali del disegno, che caratterizzano la particolare descrizione dell’anima, emerge un’immagine giocosa ed elegante, ma che al tempo stesso cela un significato poco felice.
Luoghi pasoliniani
La sezione dedicata alla
fotografia, con i lavori di Gabriele Antonio Albergo, Brizzo, Lorenzo Papadia e
Giacomo Rosato, pone l’attenzione su un soggetto molto osservato da Pasolini,
ossia il paesaggio. L’idea del paesaggio interiore, che PPP concretizza attraverso
le sue scritture ed i suoi film, ritrova negli scatti dei quattro autori una
caratteristica aderenza visiva, su alcuni luoghi e tematiche pasoliniane.
Il
dettaglio di una scenografia, povera e scalcinata ricorda uno dei tanti brani
architettonici delle borgate romane; nel dato compositivo del lavoro di
Albergo, nel quale si legge un senso di ironica sacralità, spicca una delicata
patina cromatica dove l’effetto pittorico affascina e diviene citazione
involontaria.
Il trittico fotografico di Brizzo è una composizione narrativamente
equilibrata tra pieni e vuoti. Un percorso dove l’immaginario paesaggistico si
concentra sulle drammatiche vicende dell’Idroscalo di Ostia, una città
sentimentale ed al tempo stesso erotica; una storia di sangue e di violenza dove,
per una volta, ammirare Castro è come osservare la città di pietra, il luogo del
Golgota.
Un’immagine di ampio respiro dai contorni netti che inquadra la
vastità dell’improduttiva e desolata campagna italiana, priva di ogni
monumentalità moderna, è il ritratto eseguito da Lorenzo Papadia; un lavoro che
guarda con onestà alla periferia contadina e ai valori reali di amara
autenticità. Un’impalpabile suggestione aleggia nella fotografia di Giacomo Rosato; attimi, sospiri e tracce dell’irreparabile; l’istinto e poi la fuga; un’anima
inquieta e solitaria s’aggira incorporea che, dopo aver raccontato il reale, diviene
immaginario comune, emblematico e poeticamente inarrivabile.
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| Lorenzo Papadia |
martedì 27 gennaio 2015
Per Giove- Mistero al Caffè Letterario-
Un romanzo coinvolgente ambientato a Lecce, dove le tinte del giallo si mescolano ad una spiccata narrazione carica di ironia e suspense. Tra i vicoli della città Barocca e le periferiche coste salentine le disavventure del protagonista Pietro Sicuro, inedito investigatore, sconvolgono le tranquille abitudini della cittadina. ll primo romanzo di Paolo La Peruta, pubblicato da Lupo Editore, ha attirato l'attenzione della rubrica del TG2 Mizar (http://youtu.be/ K0RZN8f-8mI )
Fermenti Intraprendenti- associazione culturale- presenta un nuovo evento in uno dei rioni più belli di Roma. Lunedì 2 Febbraio (ore 19.00, ingresso gratuito) appuntamento al Black Market (via Panisperna, 101- Rione Monti) per la presentazione del libro PER GIOVE! Mistero al Caffè Letterario di Paolo La Peruta. Durante la serata, insieme all'autore, dialogano Lucio Lussi (giornalista e direttore di Omnia Magazine) e Giuseppe Arnesano (critico d'arte e giornalista di Artribune). Dopo il talk arrivano le sonorità suol, funk e afro- beat del Dj set Antonio De Oto a.k.a. A- Tweed.
IL LIBRO
Un giallo ambientato nello storico locale leccese che, tra i personaggi fittizi della storia, vede coinvolti anche i clienti storici, gli artisti e amici che da sempre lo frequentano. L'improvvisato investigatore di questo romanzo è Pietro Sicuro, il titolare del Caffè che, suo malgrado, si ritrova coinvolto nell'omicidio di una misteriosa ragazza. Sullo sfondo dell’animata vita notturna leccese scatta così un’indagine illegale non priva di rischi per Pietro e per il suo socio Sandro. Un giallo che si tinge ora di commedia, ora di ironia (e autoironia) in agrodolce, ora di amaro realismo, in un percorso tutto salentino costellato di personaggi e paesaggi pieni di fascino.
L'AUTORE
Paolo La Peruta (1973) è nato a Napoli. Nel 2000 ha fondato il Caffè Letterario di Lecce, locale nel cuore della città che negli anni è diventato un punto di riferimento per artisti, intellettuali e universitari del Salento. Ha organizzato mostre, concerti, incontri, rassegne e una serie infinita di eventi culturali. Prima di ritornare nel Salento ha lavorato in giro come animatore, coltivatore di albicocche, metalmeccanico, venditore di patatine, scaffalista, impiegato... Per Giove! è il suo romanzo d’esordio, scritto sostanzialmente al banco del “Caffè Letterario” ma anche in coda in posta o in banca, durante la lezione di danza di una figlia e quella di atletica dell’altra, con il suo fido telefonino senza il quale questo libro non esisterebbe.
giovedì 1 gennaio 2015
lunedì 8 dicembre 2014
mercoledì 3 dicembre 2014
TRACKS linguaggi d’arte urbana
Linea Tram 19 e MACRO - Museo d’Arte Contemporanea di Roma, via Nizza 138
9 Dicembre 2014 - 10 Gennaio 2015
CONFERENZA STAMPA - Roma Museo MACRO, via Nizza 138 - Martedì 9 dicembre ore 12:00
ARTISTI: Corn79 - Diamond - Etnik - Camilla Falsini - Fra.Biancoshock - Lucamaleonte - Millo - MrFijodor - NemO’S - Ozmo - Alice Pasquini - Gio Pistone - Sbagliato - Solo - Studio Sotterraneo - Edoardo Tresoldi - V3rbo - 108
Nella casuale normalità della città fa irruzione con il suo immaginario soggettivo l’artista, che utilizza il teatro urbano come scena delle sue rappresentazioni. Achille Bonito Oliva
Gli studenti della quarta edizione del LUISS Master of Art, corso di alta formazione post laurea organizzato all’interno del LUISS Creative Business Center, sotto la guida di Achille Bonito Oliva (Responsabile scientifico del Master), debuttano in qualità di “curatore collettivo” con TRACKS linguaggi d’arte urbana.
Il progetto, realizzato con ATAC S.p.a., propone una riflessione sulla Street Art come fenomeno estetico e sociale attraverso interventi artistici sulla linea tranviaria n°19 e una mostra stabile.
TRACKS è un percorso ideale che congiunge la strada al museo attraverso la realizzazione di opere sulle vetture e sulle pensiline della linea 19, in contemporanea a un’esposizione di taglio critico-scientifico all’interno del Macro.
La Street Art, pur continuando a mantenere un forte legame con il tessuto urbano, è riuscita, negli ultimi anni, ad affermarsi anche nei musei, legittimando così la sua presenza all’interno del sistema dell'arte contemporanea e imponendosi come una delle tendenze di maggior rilievo nel panorama attuale.
Le opere degli artisti Sbagliato, Diamond, Millo, NemO’S, Solo e V3rbo, all’esterno dei vagoni, si muovono su un tragitto che attraversa centro e periferia, per coinvolgere e comunicare con la città e con chi la abita. Dal capolinea di Piazza Risorgimento a quartieri come San Lorenzo, Pigneto, Centocelle, il tram intercetta i punti nevralgici del patrimonio storico-artistico della città e nuove realtà associative e culturali.
Cinque pensiline della linea 19 accolgono i lavori del laboratorio artistico Studio Sotterraneo composto da sette giovani artisti - Luis Alberto Alvarez, Mattia Arduini, Carlos Atoche, Francesco Campese, Luis Alberto Cutrone, Roberto Farinacci e Antonio Russo - per una fruizione totale dell’arte in strada.
Il percorso raggiunge il museo Macro di via Nizza, sede dell’esposizione stabile, che intende fotografare lo stato attuale della creatività urbana attraverso le opere di: Corn79, Camilla Falsini, Etnik, Fra.Biancoshock, Lucamaleonte, MrFijodor, Ozmo, Alice Pasquini, Gio Pistone, Edoardo Tresoldi, 108. Artisti eterogenei per formazione, stile e tecnica, che rappresentano l’evoluzione contemporanea del movimento, scelti anche per la particolare attività svolta nella Capitale.
Il 19 dicembre al museo Macro è prevista una giornata di studi con l’intervento di esperti del settore e degli artisti partecipanti alla rassegna, in un dialogo sulle differenti accezioni di creatività urbana e sul suo rapporto con la città e con le istituzioni pubbliche e private. Sarà anche presentato il catalogo generale del progetto Tracks.
Partner tecnici: Clear Channel - IGPDecaux
CONTATTI STAMPA
Maria Elena Croci T. 3391617900
Silvia Grimaldi T. 3402362421
Martina Niutta T. 3408438128
sabato 29 novembre 2014
La Pea
Il chilometrico pezzo giallo, che anima la liena ferroviaria Bologna-Venezia, è noto fin dai primi anni 90 quando, il celebre duo artistico Cuoghi - Corsello disegna a spray l'ochetta Pea Brain.
Per saperne di più ecco un'interessante intervista di Duccio Dogheria agli artisti realizzata nel 2004
dal titolo "Sulle ali di un'ochetta" www.questotrentino.it

domenica 23 novembre 2014
domenica 26 ottobre 2014
Crossroad
Art&Ars Gallery
- Galatina (Lecce)-
11 ottobre al 24 ottobre 2014
Massimo Pasca, Giuseppe Apollonio, Ivan Garrisi e Brizzo
Qualche
minuto prima dell’opening di Crossroad le porte della Art&Ars Gallery sono ancora
chiuse. Una fitta nebbia riempie le sale della galleria tanto da offuscare
completamente la visuale interna. Improvvisamente le distorsioni della chitarra
elettrica di Luigi Bruno echeggiano dall’interno e mentre il fumo diviene
sempre più denso, le porte si aprono, il vapore defluisce ed il sound rock psichedelico
del musicista risuona nello spazio espositivo. In questa atmosfera underground,
dove i fumi e le sonorità incalzanti ricordano un fascino tutto metropolitano,
ecco che gli enormi lavori su carta di Pasca e Apollonio emergono dalla foschia;
i volumi si abbassano e le tenui luci lasciano il posto alle elaborazioni
foto-digitali di Brizzo e alle sonorità multimediali di Garrisi. Così si
inaugura Crossroad.
Galatina
11/10/2014
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| La squadra di Crossroad da sinistra Massimo Pasca, Giuseppe Apollonio, Luigi Bruno, Gigi Rigliaco, Giuseppe Arnesano e Brizzo |
Nelle vicinanze della Chiesa
di S. Caterina d’Alessandria a Galatina (Lecce), che tra il 1369 e il 1391 fu
luogo d’incontro tra variegate e numerose maestranze di tutta Italia, si
incontrano e si confrontano per la prima volta quattro personalità artistiche provenienti
da percorsi formativi diversi. Crossroad, ossia “incrocio”, è il titolo dell’intervento
performativo dove Massimo Pasca, Giuseppe Apollonio, Brizzo e Ivan Garrisi sono i protagonisti dell’happening nel quale avviene l’incontro/incrocio
tra la performance artistica, il pubblico e le dimensioni socio- urbane del
territorio.
All’interno
ed all’esterno della Art and Ars Gallery concepita e ridisegnata come un
rinnovato spazio dinamico, dove gli artisti realizzano alcuni interventi site- specific, i fruitori divengono
parte integrante dell’episodio estemporaneo.
Crossroad è
un fatto dove lo spazio
architettonico interno e circostante, situato tra via Orsini, corso D’Enghien,
Del Ponte e piazza Toma, è vissuto in
itinere e diviene un episodio sensoriale e allo stesso tempo luogo mentale di
confluenze nelle quali, il melting pot delle
esperienze artistico culturali del quartetto, s’armonizza e si relaziona con la
gente in dinamiche, immagini, vicende e sonorità provenienti dal tessuto urbano,
carico di contraddizioni socio- ambientali che da un lato valorizzano e
dall’altro degradano il territorio.
La
galleria dunque, vissuta come un open
space soprattutto nei giorni che precedono l’inaugurazione, si apre (In) ed
accoglie (out) insieme agli artisti, le interazioni quotidiane che giungono dalla
strada. Vivere e indagare
il territorio vuol dire anche misurarsi con quella temperatura socio- culturale
che caratterizza ogni zona urbana. In questo modo Pasca, Apollonio, Brizzo e
Garrisi esprimono, attraverso medium e
linguaggi totalmente distinti, una personale ricerca che gli accomuna nelle
esigenze narrative, conoscitive e sperimentali.
Questi
metodi espressivi sono concepiti come quattro linee suddivise su altrettanti
livelli che, in un’ottica prospettica, convergono senza mai congiungersi e si sviluppano
indistintamente in una singola percezione dimensionale. Questo processo, che da
un ambiente fisicamente definito ed interattivo tra in e out, giunge tramite le pratiche artistiche ad una forma di
connessione direttamente attiva, coinvolge il fruitore, lo spazio ed il paesaggio
nella sua ambivalenza.
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| un momento dell'inaugurazione di Crossroad |
Ognuno
degli artisti presenti in mostra esprime la propria dimensione urban: Massimo Pasca, live painter
e poliedrico artista, conduce da anni una ricerca pittorica sublimata nel
rinnovamento colto del segno di Keith Haring. Non da writer Pasca vive comunque
d’istinto quel tempo urbano/musicale, tempo inteso come voracità interiore
nell’esecuzione del gesto, paragonato idealmente al blitz illegale dei
graffitisti.
L’uniposca
e il pennello come la bomboletta spray così nelle tele dell’artista, dove il
procedimento della scrittura automatica
si rivela nel suo modus operandi, la
forza comunicativa si ammanta di poetica letteraria, storica e sociale. Pasca
elabora un cortocircuito iconografico pieno di brillanti cromie e di un
dissacrante senso ironico nel quale, l’elemento figurato ritrova in accenni
pregevoli l’impronta fumettistica di personaggi quali Pazienza e Iacovitti. Le
opere di Massimo Pasca sono delle visioni complesse, coinvolgenti e
psichedeliche nelle quali l’attimo intuitivo si anima in uno stile decisamente
pop che sorprende come in fulmineo contropiede.
La
percezione della dimensione urbana nei disegni di Giuseppe Apollonio invece, ha origine da un processo di sottrazione
costruttiva che rende leggibile l’idea. Le città sono un groviglio di cose giustapposte e disarmoniche dove le
forme stereotipate frantumano le relazioni umane. Il disequilibrio delle
proporzioni, visibile in alcuni oggetti del quotidiano, è l’unico appiglio per rimanere legati alla
condizione dello spazio reale.
In
questi lavori, nei quali la contaminazione tra gli studi in architettura, il designer
e le illustrazioni caratterizzano l’operato di Apollonio, si percepisce
un’esigenza stereometrica dove la sintesi figurativa, legata in parte alle suggestioni
di matrice surrealista, diviene attraverso la genuinità e la precisione del
segno una raffinata e labirintica riflessione sul paesaggio culturale. Le
elaborate visioni di città di Giuseppe Apollonio sono in continua relazione ed
evoluzione con il nostro Essere, che molto spesso pecca di responsabilità e si
adagia nell’indifferenza del caos.
Crossroad accoglie in un
continuo dialogo performativo gli scatti di Brizzo che, non da fotografo, ma da digital artist, percepisce in
maniera intimistica ed analogica i sommessi gemiti di paesaggi ed architetture.
L’artista, partito dalla ricerca fotografica, porta avanti da qualche anno un
progetto di elaborazioni foto- digitali. Con questo linguaggio Brizzo affronta
la questione e vive il territorio con una propensione di indagine diretta nei
luoghi extraurbani, introducendo e documentando con sensibilità bucolica, un
rapporto intrinseco ed immaginario dello spazio.
In
questi lavori, eseguiti con iPhone ed in particolare con l’app hipstamatic,
l’artista non si sostituisce alla tecnica e all’occhio del fotografo
professionista, ma piuttosto rappresenta delle pregevoli e calibrate
ricognizioni visive effettuate attraverso l’utilizzo delle nuove tecnologie. In
queste proiezioni, dove le ambivalenze e le interazioni tra in e out prendono il sopravvento
visionario, le prospettive distorte mettono in evidenza il disegno astratto di
strade, piazze ed edifici nel ricordo avanguardistico che fu di Alvin Langodn
Coburn. Ivan Garrisi, giovane suond artist
e performer, ragiona quasi in modo antagonista con il pubblico che, in maniera
inconsapevole, entra a far parte dell’evento performativo.
L’essenza
urbana del performer è racchiusa nella capacità di contenere, modulare e far
connettere le instabilità del suono e con le reazioni comportamentali degli
individui. Garrisi, che attraverso un processo di ibridazione tra video, musica
elettronica ed informatica musicale, rielabora un concetto di espressività
multimediale nel quale il fattore sorpresa gioca un ruolo fondamentale. Urban texture raccoglie le interazioni sonore
e le trasmuta all’interno dello spazio architettonico in immagini sonore.
Ancora
una volta in e out, interno ed
esterno si compenetrano favorendo incorporeità transitorie e fluttuanti; dunque
l’imprevisto è descritto nei sospiri della città fatti dai brusii, dalle
macchine, dai passanti, dagli uccelli e da tutto ciò che scorre, si muove,
vibra e anima lo strato ed il substrato nel bel mezzo di quell’ideale incrocio
urbano delle sensazioni. Il tessuto urbano genera all’improvviso un intreccio vitale
e sonoro dove le suggestioni del hic et nunc stimolano l’interconnessione ed il dialogo
artistico tra la pittura, le elaborazioni foto- digitali e il disegno, nel
solco vivido dell’irripetibilità del gesto performativo e della comunicazione intermediale
che veicolano e sostengono il messaggio in un punto comune.
Giuseppe
Arnesano
giovedì 11 settembre 2014
Il rendezvous dei Borboni
![]() |
| Henri Matisse, La Danza, Olio su tela, Museum of Modern Art, New York, 1909 |
Quello che si è svolto a Cocumula
nell’ultimo giorno di agosto, durante la prima tappa del premio letterario La
Luna dei Borboni presentato dalla giornalista
e scrittrice Luisa Ruggio,
non è stato soltanto un momento dedicato ai riconoscimenti ufficiali, ma anche ad
un dialogo tra le arti. E’ accaduto che, mentre musicisti come Giorgia Santoro (Flauto traverso) e Marco Piperno (Chitarra) si alternavano
nell’esecuzione di intensi brani strumentali, le voci degli attori Salvatore
Della Villa, Anna Stomeo, Barbara
Castrignanò e Antonio Minelli interpretavano alcuni scritti di Vittorio Bodini. Proprio
da Giorgia Santoro, che con il suo
progetto da solita Déjà vu ha
inaugurato la serata, abbiamo appreso in che modo la sua musica abbraccia versi
del poeta :« Indubbiamente
grazie alla Musica ho avuto l'occasione di conoscere ed innamorarmi dei suoi versi. Ciò che probabilmente avvicina la mia Musica
alle sue poesie, è il forte legame con la terra d’origine ma al tempo stesso la
passione per altri “luoghi” come quella la Spagna; ma più di ogni cosa, credo sia la voglia di raccontare, percorrere ed esplorare
attraverso i “suoni”.
Questi brani musicali»,prosegue
la flautista,« si basano sul recupero delle antiche danze medievali, dei canti
cristiani di pellegrinaggio e devozione (Cantigas de Santa Maria) e delle
antiche romanze sefardite,
espressione della cultura e delle tradizioni degli ebrei spagnoli». Nel bel mezzo di questo rendezvous artistico di fine estate anche la pittura diviene protagonista. Massimo
Pasca ha dato vita alla
prima tela del live painting itinerante dedicato al poeta. «Il mio omaggio a Bodini», ha spiegato Pasca , «consiste nel tentativo sperimentale di lasciarmi guidare dal ritmo
delle sue composizioni e da questo avere una quasi simultanea traduzione in
segno. E' un tentativo fatto più volte sia con musicisti che con scrittori e
poeti, ogni volta scopro che il mio segno risente dei diversi ritmi compositivi
e delle diverse suggestioni». Durante le letture di Banderillas de fuego, Poppitu, Restauri e L’amore in Puglia
ha il muso storto, che risuonavano in piazza San Nicola, Massimo Pasca ha
assorbito musica e parole. Tratto dopo tratto con quell’innato processo della
“scrittura automatica”, che caratterizza parte della tecnica dell’artista,
Pasca ha segnato l’incipit sospeso della tela, nel quale le parole di Bodini divengono
figurazione minuziosa di un immaginario roboante, personale e stilisticamente
pop. Il
progetto artistico dei Luoghi bodiniani, nato da un’idea del
Raggio
Verde Edizioni, insieme all’associazione e20Cult e alla
collaborazione con il Centro
Studi Vittorio Bodini, vuole raccontare attraverso un viaggio
affascinante gli scenari pugliesi più cari al poeta in occasione del centenario
della sua nascita. A conclusione
della perfomance itinerante Massimo Pasca legherà tutti i frammenti delle tele
realizzate, per creare un’inedita narrazione che donerà al Centro Studi
“Vittorio Bodini”.
martedì 2 settembre 2014
Reinventarsi ad Arte
Si sa, non ci sono limiti alla creatività e questo è proprio il caso di dirlo. Così Brizzo Iga, che come digital artist sperimenta da sempre interessanti soluzioni visive, abbraccia un metodo collaudato per raggiungere i suoi estimatori e non solo. Alcuni dei suoi vecchi e nuovi lavori, come il neonato Edgar Allan Po, entrano a far parte di un’inedita collezione di apposite stampe d’autore. Questo progetto racconta lga: «nasce dalla voglia di differenziare sempre il mio lavoro; dalla ricerca di nuovi spunti e dall’idea di rappresentare alcuni aspetti indelebili dell’esperienza di ognuno di noi», inoltre prosegue Brizzo, «il limite fra opera grafica e arte credo sia nascosto nell’idea di elaborazione che, per quel che mi riguarda, non ha nessuna differenza». Dai Beatles a Mick Jagger,passando per Woody Allen fino a Egolight, ultima creatura grafica dell’artista, loro sono alcuni dei personaggi rappresentati per questa nuova e caratteristica esperienza da condividere e portare comodamente in giro.
domenica 31 agosto 2014
La Luna dei Borboni
Il premio “La Luna dei Borboni”, che si terrà invece in piazza San Nicola domenica 31 agosto sera (ore 20.30) e che sarà presentato dalla giornalista e scrittrice Luisa Ruggio, vedrà la partecipazione di molti altri artisti e la premiazione di un giovane scrittore esordiente, nonché il lancio di un Premio giornalistico, “La Luna dei Borboni”, che per quest’anno è stato attribuito alle testate giornalistiche storiche del Salento,la Gazzetta del Mezzogiorno e Nuovo Quotidiano di Puglia. Che come Bodini raccontano il territorio e che hanno contribuito a tenere viva la sua memoria anche quando il poeta era solo oggetto di studi accademici.
Il premio “La Luna dei Borboni”, giunto alla sua nona edizione, sarà attribuito allo storico Fabio Grassiper la sua opera e il suo studio sugli scritti civili di Vittorio Bodini, nonché per l’analisi del Bodini “politico” attraverso i suoi articoli di stampa.. Il premio “Vittorio Bodini Esordienti” è stato assegnato invece aMarco Cardetta e sarà offerto dalla casa editrice Besa sotto forma di pubblicazione dell’opera. Ultimo premio, “Le mani del Sud”, all’artista Fiorella Rizzo, già organizzatrice del Premio di Cocumola e promotrice della figura e dell’opera di Vittorio Bodini attraverso le sue installazioni. I premi verranno consegnati dall’editore Livio Muci, dai professori Antonio Lucio Giannone e Anna Dolfi, da Valentina Bodini, da Marcello e Massimiliano Apollonio.
Le letture dei brani di Bodini saranno invece a cura degli attori Salvatore Della Villa, Anna Stomeo, Barbara Castrignanò, Carla Guido, Antonio Minelli, mentre i momenti musicali della serata saranno affidati ai musicisti Giorgia Santoro e Marco Piperno.
Nel corso della serata l’artista Massimo Pasca realizzerà una performance di live painting, sempre dedicata alla figura di Bodini. Si tratta della prima tappa del progetto “Luoghi bodiniani. L’arte incontra la poesia. Live painting di Massimo Pasca”, ideato dal Raggio Verde edizioni e l’associazione e20Cult in collaborazione con lo stesso Centro Studi Vittorio Bodini: una performance itinerante nel Salento per rileggere, in occasione del centenario della nascita del grande poeta, l’interesse e l’amore di Vittorio Bodini per la propria terra. Partendo appunto da Cocumola, dove sarà realizzata la prima tela. Atto conclusivo del progetto sarà incastonare le tele eseguite nelle diverse tappe in un unico supporto, per costruire una sola grande opera che l’artista donerà al Centro Studi “Vittorio Bodini”.
In chiusura il cortometraggio “Viviamo in un Incantesimo” di Giuliano Capani, introdotto dall’autore e dagli attori Anna Stomeo e Luciano Emiliano.
Fonte comunicato stampa
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